Storia della nostra famiglia

Oltre 60 anni di vino e amore per il territorio

L’origine

Capanna fu fondata da nonno Giuseppe Cencioni, nel 1957, per rendersi autonomo dalla condizione di mezzadro. Comprò con grandi sacrifici il podere Capanna con 25 ettari tra bosco e terreno, in stato di abbandono. C’era parecchio lavoro da fare per ripristinare le strutture, l’oliveto e i vigneti, anche a causa della gelata del ‘56 che aveva danneggiato la maggior parte delle piante. Giuseppe aveva davanti un percorso difficile.

La scommessa

I soldi erano pochi, ma grazie ad una visione imprenditoriale e pronta a scommettere e rischiare, Giuseppe accese un mutuo con l'Istituto di Credito Agrario della Toscana e grazie all’aiuto dei parenti nel ‘60 riesce a impiantare il primo vigneto specializzato. Nel ‘66 arrivò il riconoscimento della denominazione di origine controllata Brunello di Montalcino (DOC) e Giuseppe, nel ‘67, fu uno dei 25 fondatori del consorzio del Brunello.

I primi anni

Il 1964 fu la prima annata di Brunello Capanna ad essere messa in commercio; da quel momento l’azienda, che si basava su vino, olio e allevamento di bestiame, seguendo l’autentica tradizione agricola toscana, è cresciuta e grazie alla costante cura della qualità dei prodotti e alla mentalità incentrata sul lavoro e sui sacrifici, “Capanna” continua a svilupparsi tuttora.

L’export in Germania

Nel ‘75 azienda inizia a esportare in Germania il vino Brunello DOC ed il Rosso di Montalcino, all’epoca chiamato Rosso dai vigneti di Brunello. Il successo nell’esportazione fu dovuta al contatto con Harald L.Bremer e rappresenta un aneddoto interessante della nostra storia: Bremer era un importatore di pietre e materiali di qualità edili e grande appassionato di vini; si trovava a Montalcino e vide delle terre che un locale gli segnalò come terre da cui doveva venire un vino buono: era il podere Capanna. Si recò nel podere e trovò Giuseppe che stava “diradando” l’uva, pratica che consiste nel togliere i grappoli in eccesso nel periodo estivo, sacrificando la quantità per la qualità di quella che resta. L’importatore si incuriosì per tale pratica, volle assaggiare il vino e decise di importarlo in Germania.

 

L’organizzazione dell’export

La produzione crebbe e migliorò, grazie al continuo investimento in nuovi terreni e nuovi impianti di vigneto specializzato. Dallo spunto commerciale del fortuito export in Germania, l’azienda organizzò la sua attività di esportazione ampliando i mercati esteri per arrivare in Belgio, Giappone, Canada, Svizzera e Stati Uniti. La fortuna era legata anche alla crescente notorietà di Montalcino ed alla presenza di produttori di maggiori dimensioni che hanno contribuito alla creazione di canali internazionali e alla diffusione delle nostre denominazioni.

 

Nuove sfide

Il mondo si stava trasformando, la globalizzazione iniziava a fare ingresso nei meccanismi di produzione creando un panorama sempre più competitivo nella produzione del Brunello. “Capanna” puntò tutto sulla qualità con investimenti e approfondimenti di competenze. Questa strategia ha premiato “Capanna” che negli anni a venire si è ancora espansa. Nel 1990 l’attività aziendale accusa una difficoltà a causa della morte dello zio Franco, uno dei due figli di Giuseppe, che si occupava principalmente dei lavori agricoli e dell’allevamento del bestiame. Questo da un lato ha costretto il fratello Benito ad abbandonare quest’ultima attività, ma dall’altro è stato di stimolo per concentrarsi maggiormente sulla produzione vitivinicola, con il supporto dei figli Patrizio e Francesco; l’azienda ha così focalizzato e migliorato, di anno in anno, la coltivazione dei vigneti e la produzione e commercializzazione dei propri vini, raggiungendo nuovi mercati.

I guadagni sono stati costantemente investiti per il miglioramento delle attività e per la ristrutturazione delle strutture esistenti, per l’estetica e la funzionalità. Capanna negli anni ha ricevuto molti premi e riconoscimenti.

Le Suites

Nel 2004 è iniziato il progetto per la realizzazione delle Suites con una prima ristrutturazione di risanamento. Nel 2013 vengono ripresi i lavori per dedicare la struttura all’accoglienza turistica di alto livello: le Suites, che aprono al pubblico nel 2019, volute e realizzate soprattutto grazie al contributo di Amedeo, figlio di Patrizio; enologo e profondamente appassionato dal lavoro di famiglia, Amedeo apporta nuove idee nell’attività di produzione del vino e nel rapporto del marchio con il mondo. Sempre nel rispetto della tradizione ma con un'importante attenzione alle innovazioni tecnologiche e nel dotare l’azienda di strumenti e tecnologie in linea con gli standard moderni. Spinto dal desiderio di aprire al mondo le porte della sua passione e rendere più accessibile il grande patrimonio di cultura, tradizione ed esperienza del suo territorio, ha guidato il marchio Capanna attraverso le attività necessarie a realizzare le Suites ed il Ristorante per creare un passaggio aperto al pubblico ed accoglierlo nel migliore dei modi.

sab 6, giu

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